aprile 28, 2010

Tempo di Beltane. Ok che la stagione è andata lunga.. ma ormai ci siamo.



Aromatiche comode.






Dicentra Spectabilis e varietà Alba, Ortensia rampicante Petiolaris



Bantu e il piccolino


Orto in cassetta
Mysotis, Pulsatilla, Insalatina bionda, timo Citrodorus, Maggiorana, Origano, Basilico






Nocciolo ritorto e ehm.. non so come si chiamino questi fiorellini spettacolari.

Erica Carnea, e un amica di passaggio..



Timo e violette



Dicentra Spectabilis




Solanum jasminoides
lo so, lo so che i miei amici giardineri penseranno che è una pianta OVVIA, ma c'ha il suo bel talento..


Rosmarino e tulipani


aprile 26, 2010

La Dottrina dei Segni

immagine mia, Dicentra.


La 'dottrina dei segni' è un modo di nominare il 'sistema' con cui in passato venivano attribuite alle piante, alle erbe e agli alberi, le proprietà curative.

Spesso si attribuivano doti alle piante per il loro aspetto fisico, come la Sanguisorba (Pimpinella): il suo colore nell antichità ha suggerito immediatamente il richiamo al sangue, e di conseguenza alla dote di 'arrestare le emorragie'. Per secoli uomini e donne della Terra hanno identificato i principi attivi delle erbe basandosi solo sullo studio esterno della pianta, ovviamente non avendo a disposizione i mezzi per analizzarle chimicamente.
Ci sono molti altri esempi di queste attribuzioni, di doti meravigliose attribuite ad alcune erbe, risultate poi completamente errate.
Non tutte, anzi.
Alla luce della ricerca, alcune sono risultate esatte, ma spesso limitarsi ad osservare l'aspetto esteriore della pianta non è bastato a capirne il senso.
Ma era per tutti così?
Nessuno aveva capito davvero, nel profondo, il segreto profondo di ogni piccola singola erba?
Se si, perchè non l'ha tramandato?
Le testimonianze che ci sono giunte dal passato spesso si risolvono in antichi e polverosi tomi di botanica, completamente superati, di studiosi o presunti; oppure le semplici ricettine di rimedi casalinghi.
Mi chiedo spesso se quel che leggo sui libri sia vero.
Se la verità sull uso corretto delle erbe SIA sui libri. A volte nelle mie ricerchine trovo pareri contrastanti, alcuni considerano un erba tossica mentre altri ne consigliano vivamente l'uso per guarire.
Se c'erano in passato, come ci sono ora, Donne e Uomini di Conoscenza, e se loro avevano intuito il segreto e la forza delle Piante dalle loro energie, dalle linee trasparenti che sembrano tessere gli alberi quando ti avvicini, seppero davvero, o sanno davvero, quando come e perche utilizzarle, cioè trarne l'aiuto che chiediamo mettendosi in comunione con loro, godendo della loro generosità?
E se c'erano.. sono state anche queste le streghe che tanto spaventavano per la loro consapevolezza? Coloro che sapevano cogliere il dono di un erba, senza usare nient'altro che la propria anima per comprenderlo?

Ripensando ai tentativi che i popoli hanno dovuto fare per capire, per conoscere le proprietà delle erbe.. terribile deve essere stato il tributo in vite umane per capirne le dosi e gli usi.
Sappiamo bene tutti che le erbe curano, ma possono tranquillamente uccidere..
Ovviamente per noi, ora, è tutto più semplice: conosciamo esattamente i principi attivi e le applicazioni, nonchè i dosaggi di tutte le tinture e i decotti, come unirli e quando non unirli ma.. qualche pazza che prova a 'sentire' l'energia della piante in giro c'è..
spesso mi capita di raccogliere nei prati o nei boschi erbe che magari non conosco bene (o per niente, come mi è successo in questi giorni) perchè mi fido ciecamente del mio istinto, delle energie sottili che mi mandano le piante.. e sono certa che non mi tradiranno.
E' vero, anche io mi baso sull aspetto fisico delle erbe, è normale, la mente umana associa istintivamente.. ma poi sento qualcosa che si muove dentro di me mentre sto lì accanto alla piantina, credo sia solo una sensazione, però assomiglia di più ad una presentazione, ad un saluto, ad una specie di 'approvazione'.
E' come un pò di calore che arriva inaspettato dalla pianta, è avvolgente. Poi passano i giorni, magari la rincontro, magari non ci penso più. Però a volte mi torna in mente quell erba o quell albero, e ad anche un suo possibile uso.. Sbaglio molto, ne convengo. ma forse ne vale la pena..
Ho postato qui questa riflessione perchè mi interessa molto sapere cosa ne pensate.. A voi è mai capitato di percepire che l'uso di un erba che vi hanno consigliato fosse sbagliato, o inutile? Oppure avete sentito che un erba poteva curarvi anche se non l'avete identificata?

Non posso non pensare ad Haria, e al pezzettino che ho letto su Tya e l'Ortica:

'Luna intrecciò le sue visioni con gli steli della Tya;
percepì che bevuto il succo delle foglie accresceva la forza di resistenza e tonificava la percezione'

(Piante di energia, Haria. Rupe Mutevole Edizioni, Strepeto di Bedonia (Pr), 2005

Percepì.. non sapeva. L'ha sentito...

aprile 11, 2010

'Le Figlie del Libro Perduto, The Physick Book of Deliverance Dane', di Katherine Howe. -Recensione-


La Howe è una scrittrice esordiente, adorata dai librai indipendenti. Argomento del suo libro: Le streghe e i processi di Salem, un Libro delle Ombre, Donne che tramando un segreto. Inutile nascondere le mie enormi aspettative e il fremito nell incominciare questo Libro che raccontava meraviglie, già dal titolo originale. L'idea è per me clamorosamente interessante, la storia di una giovane dottoranda di Storia del Colonialismo nel Nord America che cerca un Manoscritto sapienziale stregonesco, appartenuto alla stirpe delle Streghe di Salem, cioè dalle donne della sua stessa famiglia. Ho molto apprezzato le descrizioni, le digressioni nei particolari, ricostruiti davvero bene (si capisce che l'autrice è nella vita una storica -e non una scrittrice), i personaggi (reali e inventati), mi è piaciuta soprattutto la possibilità che sia stata data alle Streghe di Salem, cioè di essere state davvero Curatrici, nel senso piu innocente e piu alto del termine, e non solo donne incolpate dalla follia collettiva, come spesso sono state definite. In questo libro le Streghe non sono le povere disadattate del villaggio (o almeno non solo loro) su cui è caduta la colpa del disagio mentale e sociale del paese: sono veramente Donne di Conoscenza, creature di potere magico e buone intenzioni. Vengono condannate dall ignoranza, ma sono Streghe davvero. Non ho apprezzato decisamente lo stile letterario, anzi mi ha parecchio delusa. La Howe voleva essere la Chevalier de 'La Vergine Azzurra', invece, ahimè, personalmente la sua scrittura non mi ha attaccato alle pagine del libro, anzi. Non ho trovato una sola frase che valesse la pena di essere quotata in questo recensione! Beh caspita, è una storica, mica ancora un scrittrice.. ce la farà?

aprile 06, 2010

Country Garden accessories (eco-friendly)





Sito meraviglioso di creazioni eco-frendly, costruite con materie di riciclo, e assolutamente naturali. Perchè un giardino può essere eccezzionalmente bello anche senza essere pieno di materiali inquinanti, plastica, sintetici. http://www.henandhammock.co.uk
Un abbraccio dalla Zia!












































Tutte le immagini sono state prese dal catalogo on-line di
http://www.henandhammock.co.uk

aprile 02, 2010

Tintagel, Cornovaglia. Il canto di Igraine fra le onde del mare.



'Anche in piena estate Tintagel era un luogo tetro.
Igraine, consorte del Duca Gorlois, guardava il mare dal promontorio.

Giorno e notte gli scrosci delle onde si erano abbattuti intorno al Castello, sicchè nessuno riusciva a dormire e persino i cani uggiolavano lamentosamente.

Tintagel..
I mandriani credevano che il Castello fosse stato costruito dagli Antichi della terra perduta di Lyonnesse e Ys; e nelle giornate serene, dicevano i pescatori, si scorgevano i loro vecchi castelli nelle profondità marine.

Si, c'erano voci nelle nebbia.'


'Le Nebbie di Avalon' di M.Z.Bradley, comincia così.



Igraine era lì, e tu stessa sei, davvero, lì.
In quel paesaggio così realmente selvatico che paradossalmente sembra di essere in un film: un tappeto di un verde pulsante e vivo, quasi fastidiosamente, che viene incessantemente mosso e spazzato dal vento umido e ostile.


La stradina si ineripica fino a quando il rumore delle onde esplode contro le cliffs di roccia scura, mugolando come se le onde stesse volessero mangiarti, portarti via fino alla verde Isola di Smeraldo.
Che freddo.
Mentre i profili del Castello si intravedono da lontano, lassù sulla collina più alta, si cominciano a scorgere, tra le nuvole basse e la nebbia sottile, le sagome immaginate del Castello di Tintagel.
Sembra un vecchio falco nero seduto nel nido, che scruta il mare in tempesta.




Vicino al Castello la pioggia è troppo forte. Ci ripariamo nella cappella del cimitero medioevale poco distante, dove i corvi custodiscono le croci celtiche sulle tombe, a picco sul mare.



Gli occhi chiusi, sotto il cappuccio e il diluvio, e la mente che frulla tra i ricordi delle letture di una vita. E balzano in testa le immagini oscure di quel famoso Castello: notti di tempeste e vento, odore di sangue e rumori di spade, grida di soldati e fanciulle, profumo di incanti e rituali notturni, solitudine e paura.
Si mescolano le visioni degli scrittori dell adolescenza, le letture storiche, i romanzi più amati, ma anche immagini di film, atmosfere e personaggi immaginati quando il libro finisce e comincia il Sogno.
Una voce distinta, sottile, un canto delicato, ma profondo e potente.
Una figura morbida, bionda di ricci e candide vesti, con le braccia attorno ad un piccolo che dorme, roseo e felice, Sorride.
Ingraine, la Madre, guarda il mare, mentre canta le melodie dell Isola Sacra al suo bambino, tra gli scrosci delle onde che si abbattono violentemente sul Castello.
A lei non importa dove sia esattamente, se fuori il mare vuole distruggere le mura, se il mondo trama il suo futuro e suo marito sta lottando per proteggerla: lei è la Custode della Sovranità, e le importa ciò che ha tra le braccia, il Figlio che porterà la pace in Britannia, colui che unirà le Vecchie e le Nuove tribù, che riuscirà a governare e proteggere ognuno dei suoi abitanti, colui che porterà la Luce della Sovranità che Ingraine stessa gli ha tramandato nel sangue e nell amore.

Quante volte ho letto la vicenda di Ingraine/Ygerna/Igraine/Grainnè, sposa del Duca di Gorlois e da lui protetta, o meglio imprigionata, nella Rocca di Tintagel, per preservarla dall'amore insistente del Pendragon, Re di Britannia.
Ma nemmeno l'inespugnabile fortezza protetta dal mare della Cornovaglia e dal vento da Erin, riesce a contrastare il Disegno, che vuole da lei il Grande Re di tutti i Britanni: Artu figlio di Uther Pendragon, che viene infatti concepito da Ingraine a Tintagel.
Si narra che la meravigliosa Madre del Grande Re, figlia essa stessa di antichi Re e dell Isola Sacra, fu ingannata dalla magia di Merlino, che mutò le sembianze del Pendragon in quella del Duca suo marito, introducendolo nel suo letto.
Attraverso l'analisi che abbiamo condotto sulla figura di Igraine sul forum L'Isola Incantata delle Figlie della Luna (grazie a Violetta, Valerie e Niviene che hanno prodotto pezzi meravigliosi), si insinua il dubbio: può una moglie, ma soprattutto, può una donna che rappresenta una delle piu importanti Dame del Lago, essa stessa vera Madre della vicenda Arturiana, farsi ingannare da una magia così grossolana?
Ciò che sembra è, al contrario, che Ella sapesse bene cosa stesse facendo, e conoscesse bene anche il Disegno alla quale decide di partecipare, come Madre, generando il Grande Re e conducendolo al suo Regno, per lasciarlo libero di affrontare ciò è stato scritto nella storia della Britannia.

Poi, come accade sempre nella mia amata Isola, un colpo di vento fa cambiare il tempo, le nuvole si aprono, la tempesta svanisce verso il mare, lasciando uno spiraglio di luce fortissima che il sole riesce a scolpire.
Gli occhi lentamente emergono dal buio, davanti a quell'esplosione vivida e abbagliante: il verde diventa ancora piu verde, se possibile, sembra illuminato dal basso, più che dal cielo. Le cliffs verdastre colorano l'acqua di turchese, guardando dalla Roccaforte verso il basso. Lo spettacolo toglie il fiato. Il Castello ora si profila davvero, alla luce e all aria tiepida: nonostante si dica che le rovine visibili risalgano ad un periodo successivo a quello probabile di Artù, e le stanze, le torri, le piccole piazze si possano soltanto intuire, la posizione non lascia spazio a molta immaginazione: è terrificante nel suo essere lontano dalla terra, quasi abbandonata al mare, in avanti verso i flutti, sembra sprezzante del pericolo.
Forse quando Gorlois la fece costruire, capì che il pericolo sarebbe arrivato da terra invece che dal mare.



Related Posts Plugin for WordPress, Blogger...