gennaio 16, 2011

Il Canto della Notte (di Camilla Morgan-Davies)


La Camilla scrive proprio bene. 
E' fanciulla dall'animo nobile e sensibilità non comune 
nel cogliere particolari immagini, 
che svela con esatte parole di poesia. 
Quando il suo cuore guarda Foresta e Luna come Madri antiche e eterne,
 quando ascolta il Canto della Notte e ce lo fa percepire con le parole, 
riesce ad oltrepassare i confini della letteratura 
e scrivere meravigliose visioni d'incanto.

'Quella notte la Natura cantò per i lupi. 
Cantò con la voce struggente della neve, 
dei fiori che attendevano la primavera, 
della terra su cui riposano gli spiriti. 
Solo gli umani non si accorsero di quel canto. 
Loro avvertirono soltanto il Silenzio.'


Tuttavia la storia è (a mio sindacabile giudizio) decisamente obsoleta, nonchè fumosa. E se hai già letto libri sul genere fanciulla-licantropo (basta aver dato una scorta anche solo a 'Bitten' della Armstrong, che peraltro ha trama più intrigante) per trovare i
personaggi un pò scontati:
 lei, lui, 'ti amo ma non possiamo', gli amabili genitori adottivi, la famiglia allargata, i cattivi in stile.. 
E pure l'Oltremondo come Barcellona! ARGH! 
Diciamo che mi son ritrovata lì, un pò col sorriso sarcastico e la testa piegata di lato.. 
Ma come,
sei COSI' BRAVA!
La tua capacità percettiva dei mutamenti della Madre Natura è la tua magia!


'La neve brillava sprigionando una polvere azzurrina, simile alla Luna stessa quando cambia il tempo. Avvolti dalle sue spire, i contorni degli alberi e i ghiaccioli sui rami sembravano fluttuare. La ragazza li sfiorò correndo, tagliando il vento con il suo corpo, diventando simile ad una lama.'

Perchè scegliere una storia così?
Mi sovviene un impietoso confronto con la trama della Murgia dell 'Accabadora' e vedo calare un velo di nebbia pesante sulla storia raccontata da Camilla Morgan Davies (o Parker Bowles?)..

Fa eccezione Lisaika, la madre adottiva, che invece mi ha colpito parecchio per disparate doti magiche e ragioni umane, e ho amato la figura della Monaca Bianca, che mi ha ricordato le Sacerdotesse dell Antica Religione..
potenza e sovranità della Madre Terra nella vita degli uomini (e non),
dalla notte dei Tempi.


'Spettri che si formavano dal fiato bianco dei licantropi. Piccole scintille che saltavano nella neve somigliando a fiammelle dotate di ali. Le radici tremavano come braccia agitate. La pioggia scendeva dal cielo e sembrava colorarsi di lilla quando toccava il tereno.'


Detto questo, il libro merita una possibilità,
per gli appassionati del genere 'lupesco',
per la citazione alle Driadi,
e per il finale che è avvincente oltre ogni previsione!
O soltanto per le chicche letterarie di cui parlavo sopra..
Mi sono accorta di aspettare disperatamente le percezioni nel bosco, mentre leggevo delle avventure (noiose) dei protagonisti..
attimi leggeri d'intermezzo,
prima di tornare nella foresta con gli occhi aperti
e i sensi risvegliati dallo sguardo potente della scrittrice,
in un vero e proprio passaggio di mondo, aperto dalle parole..
E questo per me, vale già più di molto.

Fatemi sapere cosa ne pensate voi!


un abbraccio dalla Zia


'Nel bosco, che apparve come una corte di cristallo raggelata dall inverno, preferiva stare da sola.'

+quotes by+
Il canto della Notte
di Camilla Morgan Davies


gennaio 13, 2011

Torta di mele e cannella. The Apple Pie!



 
..Sarà che la metteva sulla finestra a raffreddare, sarà che quando la tagliava e saliva quel fumo mobido, con le volute di vapore fatte ad S: solo pochi tratti di penna, ma si sentiva il profumo delle mele e della cannella arrivarti alle narici, se eri in orario merenda.. per me la torta di nonna Papera ha sempre avuto il suo fascino speciale!
Allora ci ho provato, a rifarla.  

Ho pensato che in effetti non poteva essere difficile, con una buona frolla fatta in casa con il mio grosso grasso burro danese, le mele del giardino del suocero, le uova del contadino, la cannella pestata nel mortaio a riempir la casa di profumo.
Oggettivamente è proprio semplice e il risultato è grandioso: appena pronta lo saprete, gli aromi fuggono dal forno e ti arrivano all anima, e per un attimo sei lì nella cucina di nonna Papera, gli occhiali con la catenella, le uova fresche direttamente dal sedere della gallina che riposa sul davanzale, le casine di zenzero decorate coi nipotini e quelle pile di torte fragranti^^.

Massì, regaliamoci un attimo di sogno, fuori fa un freddo boia..!

Preparate una frolla con tre etti di farina, la scorza di un limone grattuggiato, 80 grammi di zucchero e un etto e mezzo di burro, un uovo intero e un tuorlo.
Foderate una teglia con  la carta forno e poi con uno strato di mezzo centimetro di frolla. Riempite quindi con un composto ben mescolato di mele a fettine, cannella, noce moscata, zucchero, il succo del limone.
Quindi spianate un altro pezzetto di pasta, sottile, e sigillare bene la torta, ripiegando i bordi. Intagliate la copertura come vi piace per far sfiatare la torta in forno.
Ora cuocete a 200 gradi per circa 45 minuti. Tenete conto che ho un assurdo forno a gas, quindi regolatevi voi per cottura, soltanto non deve essere troppo alta.. in quaranta minuti verrete avvolti da spire di profumino delizioso.
Io l'ho lasciata raffreddare in forno, poi, tiepida, l'ho coperta di zucchero e fatta a pezzi quadrati. Non so perchè sto taglio, ma tanto l'abbiamo spazzata tutta in un quarto d'ora!
E' strabuona!
Un abbraccio dalla Zia


gennaio 10, 2011

La Maga delle Spezie (di Chitra Banerjee Divakaruni, 'The Mistress of Spices')



"Io sono una Maga delle Spezie. 
 Ho imparato tutto sull'isola. 
 Posso chiamarle una per una con il nome assegnato loro quando la terra si spaccò come una scorza per offrirle al cielo. 
Il calore che emanano mi scorre nelle vene. 
Dall'amchur, la polvere di mango, allo zafferano, tutte si piegano ai miei comandi.

Un sussurro, e mi svelano proprietà segrete e poteri magici.'


Sono naturalmente restia all esotico, dalle letture al consumo di alimenti, dagli odori alle mete turistiche.. Sono troppo attaccata (leggi 'chiusa') ai miei boschi e alle piante delle mie colline, famigliari come un respiro sotto la sciarpa.
Ma lo studio è studio, la sete di conoscenza impellente e non potevo esimermi dal consiglio della meravigliosa Speziale della Casa nella Foresta: cominciare col vedere il film: La Maga delle Spezie, per capire se leggere il libro.
Ammetto che soltanto un appassionata di erbe idiota poteva ignorare l'argomento spezie, primo perchè le spezie sono una sorta di 'alter ego' disseccato delle erbe stesse, ma soprattutto perchè sono parti delle erbe che solitamente non utilizzo: semi, cortecce, scorze dalle aggressive energie sottili..
Scema io.
Ma si impara sempre.


Il film mi è piaciuto molto: l'atmosfera del negozio è avvolgente, i colori delle polveri restano impressi negli occhi, i profumi sembrano attraversare lo schermo e salirti su per il naso suggerendoti impieghi incantati e ricette favolose.
E poi c'è Tilo che è assoluta, magnifica e intensa come non potevo prevedere.


'Se vi mettete in piedi al centro di questa stanza e girate piano piano su voi stessi, vedrete allineate sui miei scaffali tutte le spezie indiane mai esistite: perfino quelle perdute nella notte dei tempi. 
E in ogni angolo, esalati da chi è entrato qui, ammonticchiati tra i bioccoli di polvere, i desideri.
Tra tutti gli oggetti della mia bottega, la presenza più antica.

Perche persino qui, in questa terra nuova che è l'America, in questa città orgogliosa di rinascere ad ogni palpito del cuore, sono sempre le stesse cose a destare le nostre brame, ancora e ancora.'


Il giorno dopo la visione del film sono andata a cercare il libro.. la sete di spezie arriva quando meno te lo aspetti, come tutte le cose che restano nel Tempo.

Il libro è esageratamente più bello del film (maddai!), nonostante ammetto che l'ambientazione cinematografica del negozio, nel film, 
aiuta molto ad apprezzare le descrizioni cartacee della Divakaruni.


'Ha un'aria comunissima, perchè tale è la natura della magia più profonda. La magia più profonda che si nasconde nel cuore della nostra vita di ogni giorno, un guizzo di fuoco, se solo avessimo occhi per vedere..

Tilottama, la maga delle spezie, è una donna vera: non appartiene alle figure extraterrene che spesso vengono descritte come maghe nei libri più noti: 
lei non ha sempre ragione, non è al di sopra delle parti, non ha soluzioni e poteri assoluti:
si contorce mentre decide cosa fare, chiede, cambia idea, sogna e sbaglia, rispondendo ai bisogni degli altri 
ma sentendo pulsare prepotentemente i propri, incandescenti, desideri.

La cosa letterariamente più interessante è che ,invertendo la comune tendenza di rendere sovrumani personaggi che non lo sono (e che se ascoltate bene potrete sentirli latrare di dolore tra le righe dei libri)
 la scrittrice indiana rende Tilo (la stessa Tilo che si sente superiore a chiunque e dice: 'Perchè è più facile tollerare la morte che accettare la vita normale'
una donna talmente fragile e 'comune' che fa la cosa più umana di tutte, 
si innamora, e non solo.

Libro consigliatissimo per molte ragioni, una delle quali è che sentirete le spezie talmente vicine alla vostra anima che non potrete più fare a meno di loro..




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