novembre 07, 2011

L'Arte della Gioia, di Goliarda Sapienza.


(Recensire questo libro sarebbe surreale.
Come sarebbe surreale commentare Tolkien, ochennesò, Garcia Marquez: 
non c'è modo di permetterselo, a meno che tu ti creda.. non lo so, Dio.)

Davanti a certe storie è meglio stare zitti: 
che qualcuno abbia letteralmente immolato la sua vita per raccontartele in maniera perfetta è già una botta di fortuna non indifferente,
che attraverso le parole che ha scritto possa, in un certo modo,
 cambiare per sempre una parte di te,
è un miracolo.
Per cui, godiamone. 
E ringraziamo.

Solo poche cose mi sento di dire: il Gattopardo gli fa una pippa, a 'L'Arte della gioia'.
E Modesta, la protagonista, fa una pippa a quasi tutte le protagoniste di romanzi che ho letto finora.
E che chi mi ha regalato questo libro mi ha fatto un complimento grande.

Grazie Chiara.

Un consiglio: fatelo leggere alle vostre figlie.

Porto soltanto qualche frase, qualche citazione, perchè tutto il libro non si può trascrivere
e io ho scelto questo pezzetto perchè è Samhain, e lo sento molto vicino.
Per non dimenticare, non si sa mai.

'E' la Tropea che urla il suo furore, la Tropea dai capelli scarmigliati
che gocciolano sangue e vento.
Bisognava serrare bene la finestra o la bufera l'avrebbe spalancata e nessuno ci avrebbe salvato dalla pioggia che avanzava spinta dal sole: fuoco e acqua falciavano i pini decapitando gli uccelli e i fiori. Appena in tempo, facendo forza con tutto il corpo, riuscii a chiudere le persiane, i vetri, gli scuri, le tende. Eravamo al buio adesso, ma fuori le unghie e i pugni di quella donna infuriata battevano cercando di entrare.'

+Accade spesso, che la vedo così calma?

*Almeno una volta l'anno quella donna si ricorda di antichi torti e dà battaglia al Monte. Noi dell Isola abbiamo donne guerriere nella memoria, donne che con la spada fanno carneficina di chi le offende.

+Sono forse sante?

*Niente sante! Paladine valenti e senza paura.
La porterò a vedere queste eroine dal profilo delicato di Stella e dai nervi saldi. Vedrà come sono tremende nella furia guerresca! La Chiesa da secoli cerca di scacciarle, come dice il nostro puparo Insanguine. Così come il fascismo ci vuole levare i nostri morti, e con essi la memoria della nostre tradizioni vitali.

+I vostri morti, Modesta? Non capisco.

*Si, hanno dichiarato che l'unica festa per i bambini deve essere la Befana fascista, come al Nord. E questo ha molto offeso la nostra gente che per quieto vivere formalmente ha accettato. Ma continua a ricordare, ed ad aprire, la notte del primo novembre, la porta ai nostri morti, che in punta di piedi entrano nelle case a portare doni e messaggi ai nostri carusi. Dolci e giocattoli perchè non dimentichino che c'è la morte, e che loro anche nella morte sono vivi.

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