ottobre 21, 2009

Il Giardino Incantato


Un cancello di ferro, scrostato dal vento e dall aria di mare, immobile, in cima ad una scaletta di muschi argentati. Divide lo spazio angusto dell ingresso, apertura tra i mattoni scuri del muro di cinta, con un glicine violetto, antico come il Tempo, che nodoso si abbarbica sulle sue sbarre decorate. Un amicizia vecchia e consumata, tra il ferro e il glicine, che ha resistito alle tempeste e ai solstizi assolati, e conduce all interno del Giardino Segreto.
Passi ovattati sui timi odorosi, e un certo grado di curiosità e tensione, quasi un senso di inadeguatezza, si colgono nelle iridi di chi vuole sapere.
I Guardiani scuotono appena le immense chiome contro il viola del cielo al crepuscolo: annunciano un arrivo nuovo alla quiete apparente di questa bellezza violenta e rinchiusa.
I visi delle creature si alzano quando passano sotto all arco di mattoni, quasi per acquisir vana sicurezza, poi si volgono per richiudere il cancello cigolante.
Cuori che battono più forte, forse non sanno, ma intuiscono di aver attraversato.
Gli occhi si distendono, affascinati, un istante. Poi immediatamente si incupiscono, quasi volessero penetrare con la semplice ragione nei misteri di questo luogo incantato.
Subito, senza aspettare di conoscerlo.
Una mappa del visitatore, un cartoncino esplicativo.
No, non occorreranno.. Qui nessuno ti dirà cosa troverai.
Salirà nei vostri pensieri il timore puro di ciò che si nasconde tra le mille tonalità di verde, tra i fiori che si scorgono al di là del sentiero di corteccia, tra le figure di muschio e pietra che compaiono inaspettate tra il frusciare di arbusti, in quei pochi primi passi.
Un cinghiale, un drago, e un serpente.
Custodi eterni, anime congelate nel sasso.
Eppure no, persino loro, come alberi e foglie, paiono vivi e pulsanti, attenti ad ascoltare chi sta violando il segreto delle Anime Verdi.
Sospiri leggeri, quasi per non farsi sentire, emettono gli ospiti, avvicinandosi fisicamente l'un altro, inconsciamente, quasi a sfiorarsi. Lo facciamo anche noi a volte, quando il vento ti strappa dal suolo e la tempesta ti solleva da terra e pensi che sarai presto legna da ardere. Ci avviciniamo, ci stringiamo, ci proteggiamo, come fanno ora loro..
Come siamo simili, eppur diversi..
Ecco. Ora la strada a spirale che stanno seguendo conduce al centro, fra poco scorgeranno i Guardiani. Ecco, Silenzio. I due maestosi platani lasciano senza parole qualsiasi entità non li abbia mai visti prima. Le cortecce candide sembrano creature preistoriche, mentre si allungano perfettamente dritte verso il cielo, e le lunghe dita dei rami, rivolti verso l'alto, sembrano quasi sostenerlo come braccia alzate. Oh, le anime di scuotono. Ora capiscono, ora sentono quanto sono piccoli, ora sentono di cosa fanno occasionalmente parte.
Ora hanno capito cosa potrebbe distruggere, svelare, rivoltare e ricostruire la propria Anima.
Ora sanno che quel Giardino Segreto, circondato di mura, è stato abbandonato. Sanno che non è l'uomo che governa qui, ma Noi.
Non vogliono toccare nulla. Non sfiorano una foglia, un fiore. Non osano. Stanno fuori dagli elementi perchè ne hanno timore, forse perchè conoscono bene se stessi e sanno di non appartenervi. Poi, inspiegabilmente, sento i loro cuori che rallentano. Si stanno rilassando, li avverto bene. Sorridono quasi. Qualcuno gli ha detto, in un altra vita, di essere superiori ad ogni altra forma di vita. Di poter comandare ogni cosa.
E invece no. Ora il dubbio è stato scaraventato via, ora lo sanno.
Angoscia, e desiderio insieme, di trovarsi davvero ad essere Parte di quel mondo, di farne Parte. Fosse solo un istante, davanti al lato Oscuro, notturno della Natura: quando ella è abbandonata a se stessa, con la possibilità di rinselvatichirsi. Ancora peggio.
Disagio e desiderio.
Forse per una sorta di empatia ancestrale: volontà di scappare dall oppressione sensoriale quotidiana e sentire la bellezza dell Istinto e del Caos, e allo stesso tempo, contraddittoria, la volontà di restare al sicuro tra le proprie deboli maschere, nascondiglio dei nostri desideri inconfessabili.
Il rinselvatichimento li spaventa ancora di più della Natura incontaminata e libera, perchè è di coloro che scelgono di tornare all'Istinto, dopo aver provato il condizionamento. Ribelli!
E così, queste piccole creature umane, gravate dalle sensazioni più tormentate, si avventurano, compiendo passi silenziosi sulla corteccia umida, che sa di pioggia e foglie che marciscono.
Ripercorrono la spirale al contrario, ma con una leggerezza nel cuore che prima non gli apparteneva.
Le loro anime urlano e rovesciano le catatoniche convinzioni di tutta l'esistenza. Prima di ora.
Il crepuscolo attraversa i rami dei Guardiani, fondendo il viola con il nero, dietro di loro, il buio inghiotte ogni cosa.



immagine Deviantart

1 commento:

Tana ha detto...

Quanta Bellezza...quanta nostalgia!
La bimba che sono scalpita perchè presto la possa riportare lì, tra i Custodi e tutte le Anime Verdi che tanto ama...
La prima volta che ci tornai mi sentii proprio come quegli umani, temevo di essere divenuta estranea, che niente mi riconoscesse.
E' bastato sorridere di dolcezza davanti a meravigliosi e caotici grovigli di cespugli e rami, al suono delle foglie e alla sensazione di essere osservata da 100 occhi, perchè tutto di nuovo fosse Armonia e quella bimba tornasse a giocare con quegli antichi e eterni compagni di giochi e di vita.... Solo lì mi sento viva!

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