aprile 02, 2010

Tintagel, Cornovaglia. Il canto di Igraine fra le onde del mare.



'Anche in piena estate Tintagel era un luogo tetro.
Igraine, consorte del Duca Gorlois, guardava il mare dal promontorio.

Giorno e notte gli scrosci delle onde si erano abbattuti intorno al Castello, sicchè nessuno riusciva a dormire e persino i cani uggiolavano lamentosamente.

Tintagel..
I mandriani credevano che il Castello fosse stato costruito dagli Antichi della terra perduta di Lyonnesse e Ys; e nelle giornate serene, dicevano i pescatori, si scorgevano i loro vecchi castelli nelle profondità marine.

Si, c'erano voci nelle nebbia.'


'Le Nebbie di Avalon' di M.Z.Bradley, comincia così.



Igraine era lì, e tu stessa sei, davvero, lì.
In quel paesaggio così realmente selvatico che paradossalmente sembra di essere in un film: un tappeto di un verde pulsante e vivo, quasi fastidiosamente, che viene incessantemente mosso e spazzato dal vento umido e ostile.


La stradina si ineripica fino a quando il rumore delle onde esplode contro le cliffs di roccia scura, mugolando come se le onde stesse volessero mangiarti, portarti via fino alla verde Isola di Smeraldo.
Che freddo.
Mentre i profili del Castello si intravedono da lontano, lassù sulla collina più alta, si cominciano a scorgere, tra le nuvole basse e la nebbia sottile, le sagome immaginate del Castello di Tintagel.
Sembra un vecchio falco nero seduto nel nido, che scruta il mare in tempesta.




Vicino al Castello la pioggia è troppo forte. Ci ripariamo nella cappella del cimitero medioevale poco distante, dove i corvi custodiscono le croci celtiche sulle tombe, a picco sul mare.



Gli occhi chiusi, sotto il cappuccio e il diluvio, e la mente che frulla tra i ricordi delle letture di una vita. E balzano in testa le immagini oscure di quel famoso Castello: notti di tempeste e vento, odore di sangue e rumori di spade, grida di soldati e fanciulle, profumo di incanti e rituali notturni, solitudine e paura.
Si mescolano le visioni degli scrittori dell adolescenza, le letture storiche, i romanzi più amati, ma anche immagini di film, atmosfere e personaggi immaginati quando il libro finisce e comincia il Sogno.
Una voce distinta, sottile, un canto delicato, ma profondo e potente.
Una figura morbida, bionda di ricci e candide vesti, con le braccia attorno ad un piccolo che dorme, roseo e felice, Sorride.
Ingraine, la Madre, guarda il mare, mentre canta le melodie dell Isola Sacra al suo bambino, tra gli scrosci delle onde che si abbattono violentemente sul Castello.
A lei non importa dove sia esattamente, se fuori il mare vuole distruggere le mura, se il mondo trama il suo futuro e suo marito sta lottando per proteggerla: lei è la Custode della Sovranità, e le importa ciò che ha tra le braccia, il Figlio che porterà la pace in Britannia, colui che unirà le Vecchie e le Nuove tribù, che riuscirà a governare e proteggere ognuno dei suoi abitanti, colui che porterà la Luce della Sovranità che Ingraine stessa gli ha tramandato nel sangue e nell amore.

Quante volte ho letto la vicenda di Ingraine/Ygerna/Igraine/Grainnè, sposa del Duca di Gorlois e da lui protetta, o meglio imprigionata, nella Rocca di Tintagel, per preservarla dall'amore insistente del Pendragon, Re di Britannia.
Ma nemmeno l'inespugnabile fortezza protetta dal mare della Cornovaglia e dal vento da Erin, riesce a contrastare il Disegno, che vuole da lei il Grande Re di tutti i Britanni: Artu figlio di Uther Pendragon, che viene infatti concepito da Ingraine a Tintagel.
Si narra che la meravigliosa Madre del Grande Re, figlia essa stessa di antichi Re e dell Isola Sacra, fu ingannata dalla magia di Merlino, che mutò le sembianze del Pendragon in quella del Duca suo marito, introducendolo nel suo letto.
Attraverso l'analisi che abbiamo condotto sulla figura di Igraine sul forum L'Isola Incantata delle Figlie della Luna (grazie a Violetta, Valerie e Niviene che hanno prodotto pezzi meravigliosi), si insinua il dubbio: può una moglie, ma soprattutto, può una donna che rappresenta una delle piu importanti Dame del Lago, essa stessa vera Madre della vicenda Arturiana, farsi ingannare da una magia così grossolana?
Ciò che sembra è, al contrario, che Ella sapesse bene cosa stesse facendo, e conoscesse bene anche il Disegno alla quale decide di partecipare, come Madre, generando il Grande Re e conducendolo al suo Regno, per lasciarlo libero di affrontare ciò è stato scritto nella storia della Britannia.

Poi, come accade sempre nella mia amata Isola, un colpo di vento fa cambiare il tempo, le nuvole si aprono, la tempesta svanisce verso il mare, lasciando uno spiraglio di luce fortissima che il sole riesce a scolpire.
Gli occhi lentamente emergono dal buio, davanti a quell'esplosione vivida e abbagliante: il verde diventa ancora piu verde, se possibile, sembra illuminato dal basso, più che dal cielo. Le cliffs verdastre colorano l'acqua di turchese, guardando dalla Roccaforte verso il basso. Lo spettacolo toglie il fiato. Il Castello ora si profila davvero, alla luce e all aria tiepida: nonostante si dica che le rovine visibili risalgano ad un periodo successivo a quello probabile di Artù, e le stanze, le torri, le piccole piazze si possano soltanto intuire, la posizione non lascia spazio a molta immaginazione: è terrificante nel suo essere lontano dalla terra, quasi abbandonata al mare, in avanti verso i flutti, sembra sprezzante del pericolo.
Forse quando Gorlois la fece costruire, capì che il pericolo sarebbe arrivato da terra invece che dal mare.



4 commenti:

Keira ha detto...

Sin da quando ho letto "le nebbie di Avalon" della Bradley, sono innamorata della leggenda di Artù!
Zia,BUONA PASQUA!!!

BaiLing ha detto...

Le nebbie di Avalon è uno dei miei libri preferiti di sempre, l'ho riletto tantissime volte!
Hai visto il film con Anjelica Houston?!?
Queste foto sono davvero stupende... piacerebbe tanto anche a me vedere dal vivo ciò che rimane di Tintagel!

Ti auguro una felice Ostara e ti lascio un bacione :-***
P.S. Sul mio blog trovi qualche foto del mio giardino, una l'ho dedicata a te :-)))

Avel ha detto...

Magiche atmosfere.. Il libro che mi ha lasciato Il Segno, quello che solo alcune Donne ricordano e riconoscono..

La Zia Artemisia ha detto...

'Come ascoltare qualcosa che richiama il nostro passato del quale non abbiamo memoria, ma di cui non appena ci viene ricordato, percepiamo la realtà dentro alle ossa.,' J.S.Bolen


Grazie per essere passata, Avel..

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